La dura vita di Lavezzi raccontata dai vicini…

Posted on → Nov 29, 2011 @ 11:52

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«Non è carino rilasciare dichiarazioni come vicini di casa…». Patrizia Corsicato abita porta a porta – se così si può dire – con Ezequiel Lavezzi. Prima resiste, poi racconta. E nelle sue parole la vita da “Pocho” tutto sommato non è una brutta vita. Innanzitutto, la location. Marechiaro, al bivio dopo il ristorante il Gabbiano, la stradina fa una curva e poi prosegue, finendo sotto un cunicolo dove a stento passano le macchine. Ma prima attraversa una salita di cancelli e muri di cinta alti e chiusi. Ville principesche dove si vedono affaticarsi dietro i vetri tutto il giorno famigli e fantesche, villini con giardini dove svettano gli alberi e le aiuole formano macchie di colore. Un piccolo paradiso dove basta salire al primo piano per abbracciare il golfo con uno sguardo e la sera starsene beati al chiaro di luna.

Nel grande e prestigioso comprensorio di Villa Corsicato, anche detta Parco Signorini, l’attaccante del Napoli vive da circa tre anni. Oasi dove si godono il loro buen retiro registi come Pappi Corsicato e Antonio Capuano (tifosissimo del Napoli), e imprenditori come l’avvocato Mario Maione, presidente del Basket Napoli. L’agente di Lavezzi, Alejandro Mazzoni, ha parlato a Sky Sport 24 ha dapprima sparato a zero («Come uomo non vive bene qui»), poi ha fatto un po’ di dietrofront: «Non ho mai detto che Lavezzi non si trova bene a Napoli. Yanina ha parlato della città in un momento difficile, ma non pensa quelle cose che ha detto. Ho parlato anche della vita difficile di Lavezzi: lui si sente amato dai tifosi, anche per questo riesce a dare tutto in campo, il rapporto del Pocho con la città è ottimo. La vita, però, ho detto che per lui non è facile perché non può andare al cinema o fare due passi con il proprio figlio per strada. Questo è il prezzo da pagare per essere amato, non ho detto però che sta male o che non gli va bene. Non è semplice andare a comprare un paio di scarpe per il bambino e dover uscire dal negozio con la polizia. Ma questo non significa che vuole cambiare squadra. Il problema è che qualsiasi cosa che succede al Pocho si crea un caso. La città è insicura come può esserlo Roma o Buenos Aires, non mi pare d’aver detto niente di nuovo vedendo cosa è successo nell’ultimo periodo». «Le dichiarazioni dell’agente di Lavezzi? — domanda allo stesso microfono il direttore sportivo del Napoli, Riccardo Bigon — personalmente mi sono trovato sempre bene a Napoli. Vivo poco la città, non abito al centro e in più sono spesso in giro per lavoro. Posso solo dire che al sud mi sono sempre trovato benissimo, inoltre in tutto il mondo Napoli è riconosciuta come una splendida città. Siamo tranquilli per il futuro di Lavezzi, il Pocho si trova molto bene qui da noi».

Più che il Pocho, che si lamenta della vita napoletana, chi fa un giro a Marechiaro ipotizza che siano i vicini ad avere qualche noia. Ai cancelli sbarrati, file di ragazzi che marinano la scuola per avere la maglietta firmata o farsi la foto con Lavezzi. «Aspettano intere giornate che lui esca. Come fanno a sapere sempre quando è in casa, non lo so», commenta l’avvocato Nicola Vernese, aggiungendo però che il calciatore «è affabile e disponibile con tutti ». I dirimpettai devono farsi carico di cancellare anche qualche scritta che compare un giorno sì e l’altro pure, “Pocho, sei il numero uno”, si legge in questi giorni. «Ma non è un danno», sorridono dalla casa a fianco. «A chi non piace come gioca? — dice Antonio Capuano, tanti dei suoi film di successo sono stati scritti qui, a un passo dalla spiaggia di Marechiaro — il Pocho però lo vediamo meglio in tv che da vicino, è quasi estraneo al quartiere. Io la notizia l’ho letta sul web e ho visto qualche foto della ragazza piuttosto discinta. Non è poi così avvenente, ma le auguro una brillante carriera di modella». Patrizia Corsicato si è dispiaciuta solo quando la compagna di Lavezzi, la modella argentina Yanina Screpante rapinata del Rolex, si è lasciata andare a giudizi poco lusinghieri su Napoli scrivendo su Twitter un post “città di mer…”: «Tutti e due non vengono certo da Stoccolma — ha commentato — e non possono lamentarsi di sicuro di Marechiaro: noi viviamo qui da quarant’anni, a parte l’episodio grave di Ambrosio non è successo mai niente di brutto. Lavezzi ha uno stile di vita tranquillo, è un timidone, uno di quelli che non si mettono in mostra, non li vediamo e non li sentiamo, esce con le sue due Ferrari ma spesso anche anonimamente, al volante di una Smart». Come un posillipino qualsiasi. «Il calcio è pieno di misteri che neppure immaginiamo, — aggiunge il chirurgo Camillo Pignata — ciononostante lui, Lavezzi, è davvero un bravo ragazzo, magari fossero tutti come lui: cento di questi vicini».

Fonte: Repubblica

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