Conte elogia il Napoli: “Per me è un esempio”

Posted on → Nov 28, 2011 @ 12:15

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«Il Napoli? E’ una squadra tosta, la gara forse più impegnativa da inizio stagione, loro stanno facendo grandi cose, una squadra che dimostra come con il lavoro e con un progetto si costruisce qualcosa di bello». Ci sono sincere parole di elogio nei cofronti delll’avversario da parte del tecnico della Juventus, Antonio Conte, che parla in conferenza stampa alla vigilia della sfidda contro il Napoli, recupero dell’undicesima giornata della Serie A. «C’è grande ammirazione per quello che hanno fatto -spiega Conte-, ripartire dai campi della C e arrivare a giocarsi lo scudetto fino alle ultime giornate l’anno scorso, non ce lo dimentichiamo. E poi l’Europa, in un girone incredibilmente difficile si stanno giocando la qualificazione, hanno battuto il Manchester City, una squadra che sta dominando il calcio inglese, affrontiamo una squadra che è avanti rispetto a noi. Mi piace riconoscere i loro meriti, costruiti in una piazza non facile, e quindi il Napoli è per me un esempio. Mazzarri e il Napoli hanno due anni di lavoro alle spalle, noi quattro mesi, sicuramente abbiamo più difficoltà noi a prepararla in un giorno solo, perché dopo il defaticante di ieri lavoreremo solo oggi tatticamente. Sappiamo quello che danno in casa, grandissimo rispetto ma non temiamo nessuno, andiamo a giocarci la partita come sempre».

RINVIO – Nessuna polemica per la decisione di rinviare la partita col Napoli. «Andiamo a giocarci questa partita senza alcuna polemica, che non fanno bene né allo sport né al calcio in particolare».

MARCHISIO –  La Juve dovrà fare a meno dello squalificato Marchisio: «Vediamo, sappiamo che Claudio ha caratteristiche particolari, è un centrocampista molto bravo nell’inserimento, vediamo se cambiare schema. Sappiamo che il Napoli ha una grande forza soprattutto sugli esterni, faremo le nostre valutazioni. Siamo dispiaciuti di non poter contare su di lui, c’è anche la curiosità di vedere l’alternativa che sapremo proporre alla sua assenza».

BUFFON – Un veterano come Buffon ha sottolineato come sia importante restare con i piedi per terra. «Ha ragionato da persona intelligente, con tanta esperienza, non è uno sprovveduto e quindi è giusto non usare toni trionfalistici noi sappiamo che ci sono tantissime difficoltà sulla nostra strada proprio perché sappiamo che è dura riproporci a certi livelli dopo annate disastrose. Non ci nascondiamo, perché non c’è nulla da cui nascondersi, c’è solo la consapevolezza che la strada è lunga».

SCUDETTO – Conte non vuole sbilanciarsi sullo scudetto: «Fare i conti adesso non ha senso. Avete presente la scuola? Le pagelle si danno il primo semestre, ora sono passati quattro mesi. Fermo restando che quello che conta è il voto finale».

MILAN – Tra le avversarie per il titolo c’è sicuramente il Milan di Allegri: «Il Milan lo conosciamo tutti, anche quando erano a -7. Ha vinto sei partite su sette pareggiando solo a Firenze, questo fa capire che ritmo potrebbe mettere al campionato, un ritmo insostenibile. L’anno scorso ha vinto lo scudetto, ha giocato ad armi pari con il Barcellona, questo la dice tutta. Per noi è un orgoglio vedere giocare le squadre italiane bene in Champions, veder tornare importante il calcio italiano, dall’altra la consapevolezza che questa squadra ha tanto di più rispetto alle altre. Poi ci siamo noi in un gruppo di squadre che può dare fastidio, consapevoli che con il tempo possiamo costruire qualcosa di duraturo e che ci sono squadre più attrezzate di noi».

SPOGLIATOIO – Fondamentale, per il momento della Juve, è l’unità del gruppo: «Una squadra vincente deve avere tante caratteristiche: sicuramente sono importanti le qualità morali dei calciatori, perché hai l’uomo oltre al calciatore, e nei momenti di difficoltà si sente. Lo spogliatoio è sacro, alcune cose non dovrebbero essere proprio riportate. La scazzottata? Ce ne sono state, ma non si sapevano fuori. E dopo magari andavi a cena con le famiglie. Perché a volte serve anche lo scontro nell’atmosfera ovattata dello spogliatoio per costruire qualcosa di importante. Adesso si viene a sapere tutto e non è bello, sono nostalgico di quando le cose accadevano e restavano fuori dal pubblico».

Fonte: Corriere dello Sport

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