Bolgia azzurra: così Lavezzi e Cavani fanno impazzire Napoli

Posted on → Nov 24, 2011 @ 12:25

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Due così te l’invidiano comunque. Sono ragazzi di spessore, che hanno più virtù che difetti, calcisticamente parlando. Uno, Ezequiel Lavezzi, è imprendibile, quando va via in velocità si trascina dietro avversari e illusioni. Le stesse che continua a generare tra la gente di Napoli con quella serie di dribbling e finte che ammattirebbero chiunque. L’altro, Edinson Cavani, è l’essenza della concretezza, colui che satrasformare in prodezze la maggior parte dei palloni che capitano dalle sue parti. Proprio loro due sono stati i protagonisti della lunga notte di Napoli, quella che ha raccontato il successo contro il Manchester City aprendo, così, un ampio varco verso gli ottavi di finale di Champions League. Per la qualificazione c’è un ultimo ostacolo da superare: la trasferta contro il Villarreal, ancora a zero punti in classifica.

BRACCIO E MENTE –  É bastata una notte europea per rimettere le robe al proprio posto. Così, Walter Mazzarri ha ritrovato i gol di Cavani: l’ultimo l’aveva segnato a Catania, a fine ottobre. Quelle prodezze che hanno esaltato la squadra nella passata stagione e che sono state determinanti per conquistare il terzo posto e, quindi, la Champions League. In una sola notte, l’attaccante uruguaiano ha allontanato tutti i dubbi sul suo stato fisico, ha risposto alla sua maniera a chi ne stava mettendo in discussione le qualità sotto porta. Insomma, la doppietta al City gli è servita anche per consolidare il record di miglior cannoniere della storia europea del club: ora, è a quota 11 reti, seguito da Canè (8) e Careca (7), campioni del passato che non potranno insidiarne il primato destinato a durare a lungo.

SOLO POCHO – Loro due, dunque, al centro del Napoli. Se Cavani è il realizzatore, Lavezzi è l’impossibile, tutto quanto serve a questa squadra per sentirsi grande. Probabilmente, non ci sarebbero stati certi risultati se lui non ci fosse stato. Martedì sera, ha polverizzato Kompany e Lescott, costringendo De Jong a rincorrerlo in ogni zona del campo. Un vero e proprio indemoniato, per intenderci, che ha saputo trascinare i compagni verso un successo insperato. Ed ha voluto superarsi proprio dinanzi a Roberto Mancini che l’avrebbe ingaggiato volentieri nella scorsa estate, soltanto la determinazione di Aurelio De Laurentiis ne ha impedito la partenza. Qualcosa gli manca, però. E il Pocho continua ad inseguirlo. Gli manca il gol, quell’esultanza che sta accumulando dentro di sé in attesa di farla esplodere, magari a Bergamo, nell’anticipo di sabato sera. Al momento è fermo a quota due reti realizzate in campionato a Cesena, nella seconda giornata e contro l’Udinese nel turno infrasettimanale di ottobre.

RICONOSCIMENTO – Intanto, ieri ha ricevuto un riconoscimento per la sua opera di solidarietà verso le persone che soffrono sul piano fisico e spirituale. Al Pocho è stato consegnato il premio «Dieci eccezionali giovani della Provincia di Santa Fe», per l’anno 2011. La motivazione riguarda il suo attivismo con l’Asociación Niños del Sur (Ansur), che rientra nella categoria contributo ai bambini, alla pace mondiale o diritti umani.

Fonte: Gazzetta dello Sport

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