Napoli, ora dicci chi sei veramente

Posted on → Nov 20, 2011 @ 8:00

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Sfortuna, errori arbitrali, imprecisione. Il risveglio in questa domenica partenopea è amaro, come il sapore dei guantoni di Marchetti sul fendente di Lavezzi al 94′. Napoli riapre gli occhi stamattina con due punti in meno ed il magone. Ma il calcio è fatto così, prendere o lasciare. Non c’è neanche il tempo di guardarsi allo specchio, che dietro l’angolo spunta la partita dell’anno. Alle 22,45 di martedì sera il Napoli non potrà, non dovrà recriminare. Dovrà festeggiare, per forza. Contro il Manchester City è dentro o fuori. Devi continuare a ballare, oppure esci dalla porta sul retro. La corazzata di Mancini non ha fatto paura all’Etihad Stadium, non ha il diritto di incutere timore in casa nostra. È vero, Balotelli, Aguero, Dzeko, Silva. Tutti campioni, fenomeni. Ma il Napoli ha le armi giuste per controbattere colpo su colpo, e perché no, vincere grazie ad una fiammata, magari nei minuti finali. Quando gli altri non hanno nemmeno il tempo per riposizionare il pallone sul disco del centrocampo. Vincere, festeggiare, riposarsi e poi volare a Bergamo. Lì bisognerà assolutamente recuperare i due punti persi ieri sera. Lì gli azzurri troveranno l’amico Tanque ad aspettare al varco, sperando che non faccia lo stesso scherzetto di un anno fa, quando segnò e si scusò sotto la B. Se il Napoli vuole rialzare la testa, non ha altro da fare che vincere due partite in cinque giorni. Lo può fare. Sabato prossimo, alle 22,45, sapremo chi siamo, dove andiamo e per cosa lottiamo. Definitivamente.

Stefano Esposito

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